Tipologia: vino liquoroso.
Uve: Trebbiano e altre varietà tradizionali raccolte in settembre-ottobre.
Allevamento: 4000 ceppi/ha; resa: 120 q.li/ha. Terreno: di medio impasto, argillo-sabbioso, profondo. Vinificazione: il mosto viene lavorato secondo il metodo liquoroso, con aggiunta di alcool che blocca la fermentazione del mosto fresco e mantiene inalterata la componente zuccherina del mosto.
Colore: topazio intenso e aspetto brillante. Profumo: ricorda i fiori di arancio, con delicato aroma mandorlato e frutta candita.
Gusto: morbido all’attacco, è caldo e delicatamente alcolico; retrogusto molto lungo con finale di frutta bianca secca, albicocca e fico.
Alcool: 16% Vol.
Consumo: data l’ossidazione raggiunta durante il processo di maturazione, il vino può conservarsi per molti anni anche dopo l’apertura della bottiglia si mantiene ancora inalterato per mesi conservato al fresco.. Servire a temperatura ambiente o di frigorifero. Abbinamenti: saccottino di pere e ricotta con salsa alla crema, torciglione (dolce alle mandorle tipico umbro), crostate. Grazie al finale secco, si sposa anche con foie gras e formaggi erborinati.
Curiosità: un tempo noto con il nome Vin Santo, è cambiato in Dulcis a seguito della normativa sui vini liquorosi CE 753/2002 recepita nel DM 31/07/03 che toglie all’Italia l’uso del nome Vin Santo per i vini liquorosi e lo consente solo per i passiti VQPRD.
Etichetta: il fregio riportato è parte del decoro inciso su un ferro da cialda del sec. XVI conservato al Museo del Vino, Fondazione Lungarotti, Torgiano.